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Giustizia, Schifone (Fdi): importanti novità per avvocati, siamo al fianco professioni

Roma, 27 mag - “La riforma dell’ordinamento forense è la ‘carta costituzionale’ dell'avvocatura, il suo statuto”. All’indomani del via libera in prima lettura da parte dell’aula di Montecitorio, arrivato con 177 sì e 24 astenuti, al disegno di legge delega d’iniziativa governativa che si propone di cambiare a 360 gradi la vita degli avvocati italiani, la deputata di Fdi Marta Schifone non nasconde la soddisfazione per il lavoro fatto nei mesi scorsi, seguendo l’iter del provvedimento alla Camera in qualità di relatrice. “Non è una riforma isolata né casuale – rivendica la parlamentare, responsabile per Fdi del mondo delle professioni - ma è una parte di un corpus normativo che è stato fortemente voluto da questo governo, e che attraversa orizzontalmente tutte le categorie libero-professionali. Un intervento di riordino, di ammodernamento, un intervento di sistema su tutte le leggi professionali vigenti in Italia. Questo – afferma Schifone - vuole essere un chiaro messaggio, un segnale di una forte volontà politica di questo governo, del ministro Nordio naturalmente e di Fratelli d'Italia, che ha seguito da vicino il dossier e tutto quanto il percorso. È una riforma particolarmente partecipativa, mi piace anche sottolinearlo, perché viene dal basso, viene dall'avvocatura”. “Ci sono state numerose interlocuzioni – racconta la parlamentare - con l'avvocatura istituzionale, ma anche con le associazioni maggiormente rappresentative che hanno portato dalla base una serie di istanze anche in assise importanti, congressi nazionali, elezioni congressuali, anche con la redazione di una serie di testi che sono stati messi nelle mani della politica. Mi piace sottolineare che tutte queste istanze sono state ricevute integralmente in questa delega, e questo è anche uno dei motivi per cui questa delega è stata necessaria, è stata urgente ed è stata anche molto sentita”.

Venendo al merito del provvedimento, la parlamentare di maggioranza ne illustra i punti cardine, come le “misure concrete sulla tutela e sul ruolo dell'avvocato: particolarmente simbolico, per esempio, l'inserimento del giuramento, il rafforzamento del segreto professionale, del sistema disciplinare, del sistema di governance tanto sugli ordini circondariali quanto sul Consiglio nazionale forense. Mi piace ricordare – aggiunge Schifone - un nostro emendamento, condiviso poi con tutti gli altri relatori, che permette di estendere i comitati di pari opportunità su tutto quanto il territorio nazionale, perché l'avvocatura è anche e soprattutto ‘donna’, quindi ci piaceva sottolinearlo e inciderlo in legge. Ampio spazio è stato dedicato naturalmente all'accesso alla professione, al tirocinio, alla formazione e anche al rafforzamento del percorso dell'equo-compenso, altra pietra miliare di questa legislatura a prima firma Giorgia Meloni. E poi anche un accenno al profilo di modernizzazione, superando la legge del 2012 che evidentemente appare desueta. Penso alle reti tra professionisti, penso alle Sta, società tra avvocati: è stato messo a punto un sistema più alto e più moderno per introdurre anche queste nuove forme collettive che sono fondamentali”. Schifone, infine, ricorda l'incipit all'articolo 2, “che è il principio che ritengo la ratio di tutto, che parla del principio di libertà, di indipendenza, di autonomia dell'avvocato nella tutela dello Stato di diritto. E non credo che sia un passaggio solo tecnico, ma credo che sia proprio una scelta, una scelta di civiltà per ricordare che restituire dignità all'avvocatura significa anche riconoscere che senza un avvocato libero, senza un avvocato indipendente non vi è giustizia. E naturalmente senza giustizia non vi è democrazia”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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